Marco Rizzo – Candidato alla Presidenza della Regione

Spett.le A.D.N.A., riceviamo il Vs. documento sottoposto ai candidati alla Presidenza della Regione Umbria per le elezioni del prossimo 17 e 18 novembre, che costituisce per noi un’occasione importante per confrontarci sui temi e sui diritti che Voi coraggiosamente rappresentate.
Sappiamo che l’Umbria è una regione con un tasso di persone anziane molto elevato; ed ecco che il problema delle persone non autosufficienti assume una connotazione molto rilevante a causa di questa sanità straziata che tende a disfarsi dei ricoverati.
In pratica, si è costretti nelle proprie case ad allestire ambienti quasi ospedalieri per prestare un’assistenza minima domiciliare che è lasciata al carico esclusivo dei familiari che, laddove non si possano permettere di pagare una badante a tempo pieno, devono totalmente sacrificarsi per assistere personalmente il proprio caro 24 ore su 24, senza potersi procurare una propria fonte di retribuzione e spesso abbandonati a loro stessi anche dal punto di vista delle indicazioni da seguire dal punto di vista medico per prestare al
congiunto la migliore assistenza.
Abbiamo visto che la nuova legge “famiglia” approvata dalla attuale giunta poche settimane fa prevede bonus e contributi per svariate tipologie di famiglie (numerose, di madri single etc.) ma non sono previsti sostegni economici al c.d. caregiver. Si tratta di una omissione molto grave proprio perché il numero delle famiglie che hanno nel proprio nucleo persone affette da malattie croniche o da gravi disabilità derivanti per esiti invalidanti permanenti sono molto numerose.
Insomma, la diagnosi del problema ci è molto chiara.
Ora passiamo alla terapia…
Va subito precisato che Democrazia Sovrana Popolare, con Marco Rizzo Presidente, non propone una mera “offerta” elettorale funzionale solo e soltanto all’imminente appuntamento con le urne: il nostro impegno va al di là del momento elettorale perché il nostro progetto politico è di ben più ampio respiro, mirando a restituire Sovranità al nostro Paese, partendo dall’Umbria.
Restituire Sovranità non è una frase ad effetto fine a se stessa. E’ un nuovo modo di fare politica, che si fonda su una nuova teoria, il SOVRANISMO POPOLARE, che attraverso una rivoluzione non solo economica e sociale, ma anche culturale, muove al recupero del potere decisionale realmente in capo alle nostre classi politiche.
Oggi il potere NON E’ DOVE CREDIAMO CHE SIA.
L’attuale classe politica, sia a livello nazionale che regionale, si presta solo e soltanto, sia a destra che a sinistra, in un circolo vizioso di finta alternanza, a dare mera esecuzione ai diktat dell’Unione Europea imposti con strumenti pericolosi e burocratizzanti come il PNRR: è l’Europa che decide dove e quanto investire per i nostri problemi! Basti pensare che solo l’8% del fondi del PNRR è dedicato alla sanità pubblica, quando la situazione drammatica che c’è in Italia, e più che mai in Umbria, avrebbe richiesto una percentuale di spesa ben più considerevole, piuttosto che stanziare ingenti somme pari al 20% o al 30% in politiche pericolose ed inutili come la transizione digitale o la transizione al c.d. (finto) green.
Da qui, a cascata, tutto il problema della sanità pubblica che, indipendentemente dal cambio del colore di governo, continua ad essere una piaga: liste di attese e attese al pronto soccorso vergognose, tagli ai servizi essenziali, mancate nuove assunzioni del personale medico sanitario. Una sanità appaltata alle logiche del profitto.
E in tutto ciò, tra coloro che ne pagano le conseguenze più gravi ci sono proprio le famiglie con le persone non autosufficienti a loro carico.
Se ci guardiamo indietro ci rendiamo conto che questo grave problema sociale dell’assistenza domiciliare e delle cure di lunga durata è divenuto sempre più dilaniante a partire dagli ultimi 25 anni circa: nel trentennio precedente, quando la sanità era ancora di competenza nazionale ed avevamo una rete di welfare invidiabile, questo problema non c’era, o c’era in minima parte! I nostri anziani e i nostri cari non autosufficienti venivano presi in carico dal SSN sia con assistenza nelle strutture nosocomiali o para nosocomiali, che a domicilio. Non c’era mai, se non in limitatissimi casi, il problema di dover assumere le c.d. “badanti” (per chi può permetterselo) o di doversi dedicare 24 ore su 24 all’assistenza del congiunto disabile, perché era lo Stato che offriva questa assistenza.
E allora, che cosa è successo?
E’ successo che negli ultimi trenta anni il nostro Paese è stato spogliato della sua sovranità, dando attuazione ad un ben preciso proposito partorito in seno all’UE, che da organizzazione sovranazionale volta alla libertà di circolazione di beni e servizi, si è rivelata quello che sin dalle sue origini è stata chiamata ad essere: una Europa matrigna e tecnocratica che tutela solo e soltanto gli interessi di multinazionali e grande finanza, e che distrugge i suoi popoli, non solo economicamente ma anche dal punto di vista delle coscienze e dei sistemi valoriali.
Ed in questa usurpazione, di cui l’Italia è ed è stata terra di grandi esperimenti, anche il passaggio della sanità dallo Stato alla Regione ha avuto un ruolo essenziale, perché l’aumento e la frammentazione dei centri di potere non fa che diminuire di molto il livello di serietà e competenza delle classi politiche e moltiplicare i centri di corruzione che, da possibile, è divenuta una certezza; tanto più considerando che il piatto della sanità” è il più ricco, costituendo la fetta più elevata del bilancio regionale (circa l’80%). Un Paese con una sanità allo sbando è molto più facilmente aggredibile nella sua sovranità e nel suo potere decisionale, a vantaggio dei veri centri di potere della grande finanza, come ad esempio delle multinazionali del farmaco. Basti pensare a quanto è accaduto in Italia durante l’epoca del Covid, in cui la gestione della pandemia è stata a dir poco criminale: i nostri cari lasciati a morire da soli nei letti di ospedale e restituiti ai familiari in sacchi neri della spazzatura! Il sistema valoriale è stato invertito: il profitto in luogo della tutela della dignità dell’essere umano.
E’ questo il tavolo che vogliamo ribaltare! Noi vogliamo un ritorno alle Usl e l’abbandono del concetto di Azienda Ospedaliera, perché non si può speculare sulla salute dei cittadini. Questa trasformazione risolve in nuce il problema dell’assistenza domiciliare e delle cure di lunga durata, restituendo la sanità allo Stato.
Ora, la Vs. associazione ci chiede se siamo favorevoli ad introdurre come Livello Essenziale di Assistenza un contributo economico a carico del SSN a sostegno delle cure domiciliari e se siamo favorevoli ad un aumento del finanziamento pubblico dei LEA per garantire le cure di lunga durata.
Certo che siamo favorevoli perché si tratterebbe di apprestare servizi minimi che riguardano, appunto, la tutela della dignità delle persone! Ma, per quanto sopra esposto, è necessario andare alla radice del problema e non vedere solo la punta dell’iceberg, altrimenti il tutto si risolverebbe in una meschina promessa elettorale fine a se stessa che tradirebbe, in un solo colpo, sia l’elettorato che il nostro stesso grande progetto politico.
Dunque, è innegabile che il percorso sarà lungo, ma è indispensabile iniziare subito. Non si può più
attendere.
Parimenti sappiamo che ci sono esigenze dei cittadini Umbri che non possono ulteriormente aspettare. Per questo una delle nostre priorità annunciate sin dalle prime battute della nostra campagna elettorale è
quella di aumentare il trattamento pensionistico degli invalidi civili ad € 800,00 mensili per chi abbia una invalidità certificata tra il 74 ed il 99%, che divengono € 1.200,00 in caso di invalidità totale.
Gli invalidi civili spesso coincidono con le persone non autosufficienti, dunque ciò può costituire un aiuto immediato per fronteggiare le ingenti spese a carico dei familiari c.d. caregiver; è una misura concreta, fattibile in Umbria per i prossimi due anni, e siamo convinti che una volta attuata nella nostra Regione, verrà mutuata anche nelle altre Regioni, per farne un modello nazionale.
L’auspicio di DSP è quello che si recuperi la coscienza di popolo e si ritorni al sistema valoriale che abbia al centro la tutela della dignità dell’essere umano, come statuito nella nostra Costituzione, in tutti i settori e tanto più rispetto alle famiglie che tutti i giorni affrontano il dolore ed il sacrificio della non autosufficienza dei propri congiunti. Ma questo passa per la consapevolezza dei cittadini che questa polarizzazione tra questa destra e questa sinistra, con le loro promesse elettorali del momento, porterà soltanto ad una perpetuazione di questo disegno mortifero attuato da questi politicanti eterodiretti.
Democrazia Sovrana Popolare ha bisogno di un risveglio delle coscienze, ha bisogno dei cittadini Umbri, per restituire dignità al nostro Paese, partendo dall’Umbria, cuore d’Italia.


Grazie. per l’On. Marco Rizzo, candidato Presidente per l’Umbria con Democrazia Sovrana Popolare
Beatrice Spitoni e Giuseppe Gasparri, candidati per la lista di Democrazia Sovrana Popolare

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