Moreno Pasquinelli – Candidato alla Presidenza della Regione Umbria

Alla Cortese Attenzione
Direttivo/responsabili rete ADNA

Ringraziandovi per la cortese sollecitazione cogliamo l’occasione per proporvi delle riflessioni .
Ci preme sottolineare che sulla base dei dati Inps aggiornati al 2014 , le persone non autosufficienti che percepiscono indennità di accompagnamento sono all’ incirca 45.000.
Divisi tra 3000 minori , 9000 adulti tra i 18 e i 64 anni e oltre 40.000 anziani .
Le persone istituzionalizzare in Umbria sono circa 5000 ospiti di varie tipologie di strutture .
Se ne deduce che coloro che svolgono il gravoso e amorevole incarico di caregivers sfiorano i 40000 cittadini compresi anche uomini e purtroppo a volte anche dei minori .
Non solo , la bassa qualità dei servizi domiciliari sanitari e socio sanitari incide negativamente sulla salute e qualità di vita dei pazienti ma anche sui familiari caregivers che di fatto spesso assumono il ruolo di infermieri, OSS e medici per garantire cure adeguate e tempestive ai loro cari .
Tutto ciò, come da voi evidenziato , porta a ricoveri ospedalieri impropri ma anche a precoci e deleterie istituzionalizzazioni in strutture residenziali a volte nemmeno idonee.
Il caregiver nn va abbandonato a se stesso con un semplice obolo .
Il contesto familiare va supportato e preso in carico in un ottica di libertà di scelta.

1) Quanto al quesito numero 1 noi siamo fermamente convinti che é necessario potenziare tutti i servizi e prestazioni domiciliari come d’altronde previsto dal PNRR e di fatto non attuato .

Vi sono diverse disposizioni presenti nei Lea che al.momento non trovano adeguata attuazione negli ordinamenti regionali .
Mi riferisco ad esempio alle terapie per i minori affetti da autismo , previste nei Lea , sancite da.sentenze della Cassazione ma spesso disattese da Asl e assessorati regionali .
Tanto da costringere i genitori a rivolgersi ai tribunali ordinari e amministrativi .
Presenteremo interrogazioni ,atti di indirizzo e disegni di legge volti a garantire a tutti i cittadini che si trovano in condizione di disabilità e non autosufficienza di accedere a contriburi non solo per il supporto del caregiver Ma anche per garantire la ‘assistenza personale H24 come prevista dal legge 162 del 1998 , legge 328 del 2000 e convenzione ONU sui diritti delle persone con Disabilità.
Nell’immediato per sopperire ai bisogni contingenti di tante famiglie proporremo una delibera di giunta che riconosca contributi economici per supportare la domiciliarità.
Il tutto all ‘interno di una progettazione condivisa con i servizi territoriali e con relativa rendicontazione .

2) La determinazione dei Lea come sappiamo avviene a livello nazionale con il supporto della conferenza delle regioni .

I servizi Adi al momento coprono tutti i richiedenti .
Le criticità emergono nel caso in cui i servizi sanitari domiciliari debbono coprire adeguatamente le necessità di soggetti affetti da patologie croniche neurodegenerative e /o esiti gravi da ischemie e altre patologie altamente invalidanti .
A tal proposito invece di potenziare i servizi residenziali ci riproponiamo di adattare alla nostra regione il modello della Sardegna .
La Sardegna con il programma ” ritornare a casa ” favorisce percorsi di deistituzionalizzazione che comportano risparmi straordinari da destinare ai servizi e alle prestazioni domiciliari .
Il tutto rispettando soprattutto la volontà dei pazienti e dei familiari .
La famiglie sarde e relativi caregivers che aderiscono a questo programma vengono sollevate quasi totalmente dagli oneri di cura e spesa per i loro cari .
La modalità attuative prevede la c.d. assistenza indiretta.
Un budget da gestire in autonomia scegliendo gli assistenti e assumendoli direttamente .
Ció comporta e garantisce una totale personalizzazione dei programmi assistenziali .

3) ci impegneremo nel potenziare in particolare i progetti personalizzati che favoriscono la domiciliarità in considerazione di tutte le motivazioni sopra espresse .
La residenzialità costa molto allo Stato e come la recente tragedia pandemica ha dimostrato gli ambienti promiscui favoriscono contagi e malattie infettive che nei soggetti deboli e fragili spesso portano esiti infausti .
La fonti di finanziamento per tutti gli interventi possibili ci sono .
Fondi politiche sociali nazionali ed europei ( FSE) e fondi sanitari.
Ci preme sottolineare anche il drammatico problema, non sempre adeguatamente evidenziato , degli abusi nelle strutture residenziali (sia diurni che RSA) di anziani non autosufficienti , adulti e minori .
Fenomeno molto più frequente di quanto non so creda .
Bisogna deistituzionalizzare anche per evitare tali orribili derive .
Superata la fase meramente riabilitativa va favorito il rapido rientro negli abituali contesti di vita .

Nella speranza di aver anche solo in parto soddisfatto i vostri quesiti vi ringraziamo per il tempo che ci avete dedicato .

Distinti saluti
Moreno Pasquinelli
FRONTE DEL DISSENSO

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